Il 23 ottobre prende il via la cinquantanovesima stagione internazionale del teatro Libero Palermo, dal titolo “Nuove prospettive”, che indica la vocazione ad accettare le sfide della contemporaneità senza appiattirsi sulla moda del momento, proponendo un programma di teatro contemporaneo e spettacoli di alta qualità. Quest’anno saranno 221 le alzate di sipario per trentanove spettacoli di teatro, danza e circo contemporaneo, offrendo una gamma variegata di proposte artistiche che spaziano dalla drammaturgia contemporanea alle riscritture a partire dai classici.
La stagione si apre il 23 e il 24 ottobre con l’adattamento drammaturgico e la riscrittura di Marco Lorenzi e Lorenzo De Iacovo, della compagnia Il Mulino di Amleto/Ama Factory di Torino, del Giulio Cesare o La notte della Repubblica, un lavoro a partire da William Shakespeare che esplora il rapporto tra potere, individuo e fragilità degli ordinamenti democratici oggi, affrontando temi di attualità e di interesse sociale.
La nuova stagione rappresenta un importante traguardo per il teatro Libero, che si avvicina al sessantesimo anno che sarà festeggiato nel 2028, e si pone come un’opportunità per riflettere e guardare alla storia e al percorso del teatro con occhi nuovi, cercando di cogliere i cortocircuiti che generano anomalie artisticamente interessanti e innovative proposte di teatro sperimentale.
Secondo Luca Mazzone, direttore artistico del teatro Libero, questo momento rappresenta un’opportunità per riflettere e guardare alla storia e al percorso del teatro con occhi nuovi, cercando di cogliere i cortocircuiti che generano anomalie artisticamente interessanti.
La 59esima stagione offrirà una gamma variegata di spettacoli, tra cui drammaturgia contemporanea, riscritture a partire dai classici, riletture originali di testi classici del teatro, la danza e il circo contemporaneo, con un’attenzione particolare alla creazione contemporanea, al teatro per le famiglie e ai progetti per le scuole, promuovendo l’educazione teatrale e la formazione degli spettatori.
Tra le produzioni più significative ci sono “Freddo” del maestro svedese Lars Norén, con la regia di Lia Chiappara, che esplora le tensioni della società rispetto al tema del diverso, e “Il ruggito dell’orso” di Manlio Marinelli, con la regia di Beno Mazzone, che affronta lo stesso tema con ironia amara e corrosiva, offrendo una riflessione profonda sulla condizione umana e sulla società contemporanea.