La proposta di nuovo piano di risanamento per l’area di Corso Martiri della Libertà, resa pubblica in consiglio comunale l’8 settembre, presenta diverse criticità rispetto ai progetti precedenti degli architetti Fuksas e Cucinella. Il nuovo progetto, illustrato dall’architetto Casamonti, si basa su due assunti principali: la trasformazione della zona in un polo turistico‑congressuale con la realizzazione di un ampio palazzo dei congressi, tre alberghi di lusso (4, 5 e 5 stelle superior) e nuovi insediamenti abitativi, oltre a un centro commerciale.
Secondo gli osservatori, la città di Catania non necessita di un centro congressuale che replica quello delle Ciminiere, e l’occupazione quasi totale della superficie interessata, con la costruzione di edifici di media altezza lungo l’intero Corso Martiri della Libertà, risulta poco accettabile. Il progetto prevede la copertura di tutti gli spazi attualmente liberi, compresa un’area di circa un ettaro del corso stesso.
In base alla convenzione del 2012, i proprietari delle aree hanno il diritto di presentare una proposta, ma è necessario il parere urbanistico del consiglio comunale, soprattutto perché il comune dovrebbe modificare la destinazione d’uso delle strade laterali, attualmente demaniali e quindi inedificabili. Sinistra Italiana ha definito la proposta inaccettabile, sostenendo che dietro il termine “risanamento” si nasconda una nuova speculazione edilizia.
Il progetto non tiene conto del cambiamento climatico, che influisce sulle condizioni di vita dei cittadini catanesi, soprattutto durante i mesi estivi in cui le temperature superano i 35‑45 gradi. In tali condizioni, portici e cortili offrono scarso riparo, rendendo necessarie scelte urbanistiche volte a ridurre le temperature mediante l’aumento di spazi verdi e alberature. La proposta, invece, privilegia la cementificazione, aggravando la congestione e l’invivibilità della città.
Per una piena riqualificazione di Corso Martiri della Libertà, gli esperti suggeriscono la creazione di opere che favoriscano la socialità e l’attività non commerciale, come strutture sociali e impianti sportivi, oltre a nuove aree di rifugio climatico. L’idea prevede la trasformazione dell’attuale ettaro di terreno asfaltato in una foresta urbana, con centinaia di alberi, pochi elementi in cemento, percorsi sportivi e spazi ricreativi per i più piccoli.
Analogamente, per il parcheggio di Piazza Repubblica, l’assessore Sangiorgio ha indicato che non sarà più realizzato da privati; la zona dovrebbe mantenere la destinazione prevista dalla convenzione del 2012, con la costruzione di un parcheggio interrato e la realizzazione di un parco e di una foresta urbana in superficie.
Le autorità locali sottolineano la necessità di evitare ulteriori isole di calore, promuovendo invece politiche di forestazione capaci di abbassare le temperature estive e rendere vivibili le aree attualmente pericolose per la salute dei cittadini. Giolì Vindigni, segretario provinciale, Marcello Failla, segretario cittadino, e Pietro Pignataro, responsabile comunicazione, hanno firmato la dichiarazione a sostegno di queste proposte.