Un volto maschile dipinto su intonaco, con l’iride grigio‑azzurra e ciocche di capelli che ricadono sulla fronte, è stato scoperto nella Valle dei Templi di Agrigento durante gli scavi della Scuola Normale Superiore di Pisa. Il frammento, insieme a resti di affreschi, elementi architettonici e stucchi, appartiene a un edificio eretto nel I secolo a.C., periodo in cui la Sicilia era sotto il dominio romano, probabilmente parte del peristilio di una domus o di un portico monumentale.
Il sito è il Poggio di San Nicola, situato poco a sud dell’ekklesiasterion, la cavea dove si riunivano i cittadini liberi dell’antica Akragas. La Scuola Normale Superiore conduce gli scavi ad Agrigento dal 2020; la campagna del 2026 rappresenta la terza stagione‑scuola dedicata a questo poggio, sotto la direzione del professor Gianfranco Adornato. L’obiettivo è precisare la cronologia e la funzione del complesso monumentale, individuando una zona che probabilmente ospitava un grande peristilio, suggerita dalla presenza di colonne e di un porticato.
Le indagini fanno parte di un progetto più ampio coordinato dal Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, diretto da Roberto Sciarratta, che coinvolge università italiane e straniere. Tra i reperti più significativi vi sono numerosi frammenti di intonaci policromi attribuiti al secondo e al terzo stile della pittura parietale romana, classificazione derivata dalle decorazioni di Pompei. Il secondo stile è caratterizzato da architetture illusionistiche in prospettiva, mentre il terzo predilige superfici più piane e decorazioni minute e raffinate; il volto ritrovato, con i suoi colori ancora leggibili, testimonia la qualità di queste decorazioni.
Lo studio dovrà ancora determinare se l’edificio fosse una domus privata di grandi dimensioni o una struttura pubblica, come una terrazza porticata collegata al tempio romano, in un periodo in cui l’ekklesiasterion aveva perso le sue funzioni civiche. La risposta è fondamentale per comprendere lo sviluppo del settore urbano del Poggio di San Nicola e le trasformazioni istituzionali nel passaggio all’influenza romana.
Il Poggio di San Nicola occupava una posizione centrale nella città antica, ospitando edifici della vita civica e assembleare, tra cui l’ekklesiasterion, il bouleuterion e il teatro. Analizzare le trasformazioni di quest’area consente di osservare come una città greca si adattò al nuovo ordine politico romano. Inoltre, gli scavi hanno rivelato i resti di un’abside che gli archeologi hanno identificato come una piccola basilica paleocristiana, precedentemente interpretata come un’esedra.
La campagna, iniziata il 7 settembre e conclusasi il 9 ottobre, è stata inserita nella seasonal school di EELISA, la rete europea di università di cui fa parte la Scuola Normale Superiore. Hanno partecipato studenti, dottorandi e giovani ricercatori provenienti da atenei italiani e internazionali, da Madrid a Istanbul, da Parigi a Erlangen e Budapest. Il gruppo ha combinato competenze in archeologia, data science, patristica e studio delle fonti letterarie, organizzando seminari e un corso intensivo sulla ceramica antica nell’ambito del progetto MERITA, la rete per il talento.
Il lavoro si sposta ora dal cantiere al laboratorio, dove lo studio dei frammenti e il confronto con le campagne precedenti determineranno se il volto decorava le pareti di una ricca dimora privata o lo spazio pubblico di una città in transizione verso il dominio romano.