A Palermo, nella via che porta il nome di Claudio Domino, si è svolta la commemorazione del giovane ucciso 40 anni fa da un sicario, che gli ha sparato un colpo di pistola negli occhi quando aveva solo 11 anni. I genitori, Antonio e Graziella Domino, hanno organizzato l’evento, al quale hanno partecipato studenti degli istituti Ignazio Florio di San Lorenzo, Alessandra Siragusa, Casteldaccia e Giovanni Falcone. Sotto la stele commemorativa sono stati deposti fiori e corone d’alloro.
Antonio e Graziella hanno ricordato il figlio sottolineando la violenza del gesto, paragonandolo a un “colpo da boss”, e hanno espresso gratitudine per la presenza dei giovani, affermando che Claudio non deve rimanere solo nel passato ma rappresentare il futuro. Hanno invitato i ragazzi a mantenere la fiducia nelle istituzioni, nonostante la mancanza di risposte definitive sull’omicidio.
Il presidente della Corte d’appello di Palermo, Antonio Balsamo, ha evidenziato come la vicenda di Claudio Domino abbia contribuito a far comprendere alla città la portata della mafia, definendola uno dei più terribili nemici della Sicilia. Balsamo ha auspicato una verità certa, sia dal punto di vista processuale che storico, per le numerose vicende drammatiche che hanno segnato Palermo.
Antonello Cracolici, presidente dell’Antimafia regionale, ha ribadito l’incertezza ancora presente sulle motivazioni dell’omicidio, ma ha confidato che la verità emergerà, grazie ai progressi tecnologici che oggi consentono di individuare più facilmente i responsabili rispetto a quarant’anni fa.
Alla cerimonia hanno partecipato, oltre ai familiari di Claudio Domino, il vicesindaco di Palermo Brigida Alaimo, l’assessore alla Cultura Antonio Rini, il presidente dell’Antimafia regionale Antonelo Cracolici e il presidente della Corte d’appello Antonio Balsamo.