La comunità di Piedimonte Etneo, guidata da don Mario Gullo, ha vissuto un momento di grande emozione ieri, in occasione dell’Epifania, con la riapertura al culto della chiesa Madre Santa Maria del Rosario dopo il completamento dei lavori di restauro e conservazione del patrimonio artistico e culturale. Don Mario ha dichiarato: “Tornare qui significa tornare a casa, riscoprirsi comunità e rendere grazie a Dio e a tutti coloro che hanno contribuito perché questa chiesa tornasse ad essere casa per tutti, un luogo di preghiera e di incontro per i fedeli”.
Gli interventi di manutenzione straordinaria hanno previsto il consolidamento architettonico, il rifacimento dell’impianto elettrico, il miglioramento dell’accessibilità e la riqualificazione interna della chiesa parrocchiale, grazie all’utilizzo di tecniche di restauro conservativo e all’impiego di materiali compatibili con l’edificio storico. L’architetto Raffaello Di Mauro ha spiegato che “si è reso necessario un restauro profondo, soprattutto delle volte di copertura e delle navate laterali, molto compromesse. Sono stati ricostruiti stucchi perduti, rinnovate le coloriture e lucidata nuovamente la pavimentazione. Il risultato finale è davvero molto soddisfacente e si inserisce nel quadro della valorizzazione del patrimonio culturale e religioso del territorio”.
Il vescovo Raspanti, accolto dai fedeli, ha dichiarato: “La riapertura della chiesa parrocchiale di Piedimonte Etneo è segno di una Chiesa viva, luogo di incontro tra Dio e il suo popolo, e rappresenta un esempio di conservazione e tutela del patrimonio artistico e storico. Custodirla e curarla significa accogliere l’eredità della fede, della storia e della tradizione, e trasmetterla alle generazioni future come segno di comunione, speranza e responsabilità condivisa”. I lavori, resi possibili grazie ai fondi finanziati per il 70% con i fondi dell’8Xmille dalla Conferenza Episcopale Italiana e per il 30% dalla parrocchia, hanno previsto un investimento complessivo di circa 250mila euro e sono stati eseguiti nel rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Catania, con l’obiettivo di preservare l’integrità dell’edificio e del suo contesto storico e artistico.
L’opera ha permesso di recuperare e valorizzare l’edificio sacro, preservandone il significato storico e identitario, e segna una tappa fondamentale per la vita spirituale e comunitaria del paese, restituendo ai fedeli il principale luogo di culto, da sempre cuore della tradizione religiosa locale. Il rito di apertura della chiesa e la concelebrazione della Santa Messa solenne hanno sancito ufficialmente il ritorno della Chiesa Madre alla piena funzione liturgica, con la partecipazione di alcuni sacerdoti della diocesi e del cardinale Paolo Romeo, di cui si è ricordato il 42° anniversario di Ordinazione Episcopale, in un clima di festa e di celebrazione per la comunità cattolica di Piedimonte Etneo. Erano presenti anche le autorità civili e militari, tra queste il sindaco Ignazio Puglisi, il capitano della compagnia di Randazzo Luca D’Ambrosio e il maresciallo Giuseppe Di Francesco, a testimonianza dell’importanza dell’evento per la comunità locale e per la tutela del patrimonio culturale e religioso.