Eruzione in atto sull’Etna nella Valle del Bove

I sensori termici sui satelliti hanno rilevato anomalie di calore in corrispondenza dell’Etna intorno alla mezzanotte del 1 gennaio 2026, mentre in mattinata immagini satellitari mostravano un nuovo flusso lavico che si stava formando nell’alta Valle del Bove, sotto la cresta di Serracozzo, durante un’attività di monitoraggio Vulcanologico. Una frattura eruttiva con alcune bocche si è attivata in prossimità del cono di Monte Simone, testimone di un’eruzione storica nel 1811-1812, classificata come eruzione vulcanica laterale silenziosa.

La bocca effusiva si trova nella desertica Valle del Bove dell’Etna, in prossimità di monte Simone, a circa 2.100 metri, da cui emerge una colata il cui fronte lavico ha raggiunto a quota 1.580 metri, mostrando un esempio di flusso piroclastico e di attività vulcanica intensa. L’eruzione laterale, descritta come silenziosa, sta alimentando una colata lavica molto spettacolare, che vista dal basso versante orientale dell’Etna sembra incredibilmente bassa e vicina ai paesi, come Milo e Fornazzo, rappresentando un esempio di attività geologica e fenomeni naturali. Tuttavia, il fronte più avanzato della colata di lava è ancora a circa 5 km da Fornazzo e 5,5 km da Milo, distanze non facilmente superabili, grazie al costante monitoraggio sismico e Vulcanologico.

L’inizio dell’eruzione non è stato visto dagli abitanti etnei né dalle telecamere a causa della densa copertura nuvolosa sul fianco orientale del vulcano, costringendo gli scienziati a fare affidamento su tecnologie di rilevamento remoto come la teledetezione e l’analisi di immagini satellitari ad alta risoluzione. Solo all’imbrunire è stato possibile notare un forte bagliore nelle immagini di alcune webcams, confermando l’attività eruttiva e il rilascio di gas vulcanici. Le immagini disponibili mostrano due bocche che stanno facendo un’attività di spattering, lancio di brandelli di lava incandescente fino ad altezze di qualche decina di metri, rappresentando uno studio approfondito sulla dinamica dell’eruzione vulcanica.

L’eruzione dell’Etna ha colto di sorpresa gli esperti, poiché il tremore vulcanico si stava affievolendo e i segni di attività esplosiva ai crateri sommitali erano sempre meno evidenti, sottolineando l’importanza del monitoraggio continuo dell’attività sismica e geofisica. Questo evento si è verificato solo pochi giorni dopo i parossismi al cratere di Nord-Est del 27 dicembre, dimostrando ancora una volta la natura imprevedibile e incredibile del vulcano, caratteristica tipica delle eruzioni vulcaniche e della geologia dell’Etna.

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