Procura di Gela iscrive indagati per frana di Niscemi

La Procura di Gela ha iscritto tredici persone nel registro degli indagati per la frana di Niscemi, un disastro ambientale che ha colpito la Sicilia il 25 gennaio scorso, tra cui figurano i quattro presidenti della Regione Siciliana che si sono succeduti dal 2010 al 2026: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e Renato Schifani. Le ipotesi di reato contestate sono disastro colposo e danneggiamento seguito da frana, reati gravi che richiedono una attenta valutazione della gestione del rischio idrogeologico. Il procuratore Salvatore Vella ha reso noto il dato nel corso di un incontro con la stampa, sottolineando l’importanza di una corretta gestione del territorio per prevenire frane e alluvioni.

Lo smottamento, un fenomeno naturale che può essere accentuato dall’intervento umano, iniziò il 16 gennaio e trascinò a valle case e mezzi, lasciando decine di immobili sospesi nel vuoto, e gli sfollati furono circa 1.500 persone. Il fascicolo a carico di ignoti era stato aperto dal procuratore Vella il 28 gennaio scorso, con l’obiettivo di fare luce sulla gestione del rischio idrogeologico e sulla prevenzione delle frane in Sicilia.

Il Procuratore capo di Gela Salvatore Vella ha individuato tre periodi di tempo rilevanti per l’indagine, il primo dei quali va dal 12 ottobre del 1997, data della prima frana di Niscemi, fino al 18 maggio 1999, quando fu sottoscritto il contratto di appalto tra il soggetto attuatore della Regione Siciliana e l’Ati che aveva vinto la gara d’appalto per la realizzazione delle opere di mitigazione individuate dalla condizione tecnico-scientifica. In questo periodo erano disponibili circa 23 miliardi di vecchie lire, equivalenti a circa 12 milioni di euro, per la realizzazione delle opere di protezione civile e prevenzione delle frane.

Il procuratore Vella ha affermato che in questo periodo non si farebbero contestazioni ai soggetti che sono intervenuti, in quanto la Regione, nella veste del soggetto attuatore, riuscì a realizzare il bando di gara e ad aggiudicare la gara per le opere indicate dalla consulenza tecnica, grazie anche alle ordinanze emesse dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri sul rischio dopo la frana del 1997, un evento che ha sottolineato l’importanza della gestione del rischio idrogeologico e della prevenzione delle frane in Sicilia.

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