Catania contro il divieto di vendita di carne di cavallo

Il vicepresidente vicario del Consiglio comunale di Catania, Riccardo Pellegrino, ha espresso la sua netta contrarietà alla proposta di legge che prevede il divieto di vendita della carne di cavallo, riconoscendo i cavalli come animali d’affezione al pari di cani e gatti, una scelta che potrebbe avere ripercussioni negative sull’economia locale e sul turismo enogastronomico. Secondo Pellegrino, questa scelta ideologica potrebbe avere effetti devastanti sull’economia di Catania e dell’intero Sud Italia, già provata da profonde difficoltà economiche legate alla crisi del commercio e alle scelte amministrative discutibili, come l’utilizzo dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per la realizzazione di piste ciclabili che non hanno prodotto sviluppo economico.

La proposta di legge potrebbe mettere a rischio centinaia di posti di lavoro nel settore agroalimentare e della ristorazione, considerando che la città è già stata colpita dalla perdita occupazionale a seguito della chiusura di attività in piazza Federico di Svevia dopo l’avvio della Zona a Traffico Limitato (ZTL). Pellegrino sottolinea inoltre che le scelte amministrative hanno aggravato la crisi del commercio, citando ad esempio la mancanza di sostegno alle imprese locali e la scarsa promozione del prodotto tipico locale, come la carne di cavallo, che rappresenta una parte importante dell’economia locale e della tradizione gastronomica catanese e siciliana.

La carne di cavallo è infatti un prodotto tipico del territorio, che contribuisce all’attrattività turistica della città e alla preservazione dell’identità culturale della regione. Un eventuale divieto di vendita della carne di cavallo potrebbe quindi avere ripercussioni negative sia sul piano economico che su quello culturale, danneggiando l’industria agroalimentare e il turismo enogastronomico, che sono fondamentali per l’economia locale. Pellegrino ricorda che questo prodotto è parte integrante dell’identità culturale della regione e contribuisce alla promozione del territorio come destinazione turistica.

Pellegrino ribadisce che il rispetto per gli animali non è in discussione, ma non si può trasformare una sensibilità personale in un divieto generalizzato che cancella storia, lavoro e cultura. La proposta di legge potrebbe portare a conseguenze negative per centinaia di famiglie, togliendo loro il lavoro e la dignità, e danneggiando l’economia locale e la tradizione gastronomica. Pellegrino lancia un appello politico ai colleghi di maggioranza e ai deputati e senatori del suo partito, Forza Italia, affinché si oppongano con determinazione a questa proposta che danneggerebbe gravemente il territorio e le comunità locali.

Secondo il vicepresidente vicario, difendere il lavoro, l’identità e le tradizioni della propria terra significa difendere la dignità delle comunità locali e promuovere lo sviluppo economico e sociale del territorio. Pertanto, è fondamentale trovare soluzioni che tutelino gli interessi economici e culturali della regione, senza compromettere la sensibilità verso gli animali e l’ambiente.

Condividi

Articoli Correlati