Concedere più tempo ai contribuenti catanesi per accedere alla definizione agevolata delle entrate comunali, spostando la scadenza dall’8 novembre al 31 dicembre 2026 o ad altra data da individuarsi. È questo l’obiettivo dell’ordine del giorno presentato oggi al Consiglio Comunale dal consigliere di Fratelli d’Italia, l’avv. Erio Buceti.
L’iniziativa prende le mosse dal Regolamento approvato dall’aula lo scorso 4 agosto (deliberazione n. 61), che disciplina la sanatoria per le entrate tributarie e patrimoniali dell’Ente e che attualmente fissa il termine ultimo per la presentazione delle domande all’8 novembre.
«Parliamo di una misura di fondamentale importanza sia per le famiglie e le imprese catanesi, sia per le casse del nostro Comune», spiega il consigliere Erio Buceti. «I numeri della relazione tecnica delineano un carico netto definibile che supera i 514 milioni di euro, a fronte di una platea potenziale di circa 130.000 cittadini. Considerato che le stime prevedono fino a 26.000 istanze, è indispensabile assicurare una finestra temporale adeguata per consentire a tutti di acquisire le corrette informazioni, verificare la propria posizione e predisporre le pratiche senza affanni».
La proposta formalizzata impegna il Sindaco e la Giunta comunale ad avviare gli adempimenti necessari per posticipare il termine al 31 dicembre 2026 (o ad altra data congrua), coordinandosi con il concessionario della riscossione per monitorare gli effetti finanziari e sui residui attivi dell’Ente.
L’atto di indirizzo sollecita inoltre l’aggiornamento tempestivo delle istruzioni operative e della piattaforma telematica ARGO — sia per le istanze dirette sia per quelle trasmesse tramite intermediari e delegati — oltre a una capillare campagna informativa da veicolare sui canali istituzionali dell’Ente.
«Una proroga ragionevole — conclude Buceti — rappresenta una scelta di buonsenso che va incontro alle esigenze dei contribuenti in una fase economica delicata e, al contempo, massimizza la capacità di riscossione del Comune, alleggerendo il fondo crediti di dubbia esigibilità e salvaguardando gli equilibri di bilancio».
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