Catania, Etna in attività: le ultime news

Attività sull’Etna. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, ha diffuso aggiornamenti sul vulcano catanese:

Ore 18:29:19 (UTC) – “Si osserva la ripresa di una debole attività stromboliana al Cratere di Sud-Est. Continua l’attività esplosiva intra-craterica al Cratere Bocca Nuova, Cratere di Nord-Est e Voragine. Quest’ultima produce anche discontinue emissioni di cenere che si disperdono rapidamente in area sommitale. L’ampiezza media del tremore vulcanico rimane al momento su un livello medio, anche se la localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico si è riportato in corrispondenza del Cratere di SE a partire dalle 13:30 (UTC). L’attività infrasonica, dopo un primo incremento osservato alle 09:30 (UTC) di oggi, nelle ultime ore mostra un ulteriore incremento e risulta localizzata al Cratere di SE. Non si registrano variazioni significative nelle serie temporali delle stazioni tilt e GNSS”.

Ore 09:26 (UTC) – “A partire dalle 09:00 UTC circa si osserva una anomalia termica alla base meridionale del Cratere di Sud-Est“.

Ore 10:12:10 (UTC) – “Facendo seguito al precedente comunicato (Comunicato Aggiornamento Etna n. 252), si riporta che l’anomalia termica, osservata dalle telecamere di sorveglianza a partire dalle 09:00 UTC circa alla base meridionale del Cratere di Sud-Est, è prodotta dalla messa in posto di una colata lavica. Quest’ultima, osservata da personale INGV in campo, si genera dallo stesso campo di fratture che ha alimentato le colate laviche che si sono sviluppate nella stessa area a partire dal mese di marzo 2021. Rispetto al comunicato n. 251, rimane invariata l’attività eruttiva agli altri crateri sommitali. Rispetto all’aggiornamento n.251 non si osservano variazioni significative nei segnali sismici e infrasonici. Non si rilevano sostanziali variazioni nelle serie temporali delle stazioni tilt. Il segnale delle stazioni GNSS sommitali è, allo stato attuale, molto disturbato e non permette valutazioni attendibili”.

Ore 16:34 (UTC) – “Le osservazioni svolte da personale INGV in campo confermano l’apertura di una bocca effusiva che si è originata dal campo di fratture alla base meridionale del Cratere di SE. La bocca effusiva alle ore 02:30 UTC era attiva ed alimentava un campo lavico costituito da diversi flussi lavici che si propagavano in direzione SSO, S e SSE. Nel periodo di osservazione, i flussi lavici di SSO e S apparivano scarsamente alimentati e i loro fronti erano confinati tra quota 2800 – 2900 m s.l.m.. Il flusso di SSE era ben alimentato e il suo fronte, che si attestava a circa 2750 m s.l.m., aveva quasi raggiunto l’orlo della Valle del Bove. Per ciò che concerne l’attività stromboliana al Cratere di SE non si sono osservati incrementi di intensità e l’attività rimane per lo più confinata all’interno del cratere. Rispetto al comunicato n. 251, rimane invariata l’attività eruttiva agli altri crateri sommitali. L’andamento dell’ampiezza del tremore vulcanico permane su valori medi e da alcune ore, è caratterizzato da minori fluttuazioni dell’ampiezza, da addebitarsi ad una sostanziale diminuzione dei transienti a bassa frequenza che hanno caratterizzato il segnale sismico sino alla mattina di oggi. Il centroide delle sorgenti del tremore vulcanico rimane localizzato in corrispondenza del Cratere di SE ad una elevazione compresa tra i 2400 e 2700 m sul livello del mare. L’attività infrasonica da alcune ore mostra una diminuzione sia delle frequenze di accadimento che dell’ampiezza degli eventi. Le sorgenti sono essenzialmente localizzate
nell’area del Cratere di NE e della Bocca Nuova / Voragine. I dati delle stazioni GNSS e tilt non mostrano sostanziali variazioni”.

Ore 19:08 (UTC) – “A partire dalle 17:50 UTC circa, si osserva un incremento dell’attività stromboliana con emissione di cenere al Cratere di SE. In base al modello previsionale, la nube eruttiva si disperde in direzione SSO. Per quanto riguarda l’attività effusiva, il flusso lavico in espansione in direzione SSE è ben alimentato e il fronte ha raggiunto l’alto orlo occidentale della Valle del Bove. Inoltre, ad integrazione del comunicato precedente (Comunicato Aggiornamento Etna n. 254), l’analisi delle immagini termiche, registrate durante il sorvolo effettuato in mattinata con l’ausilio dell’elicottero della Guardia Costiera, ha evidenziato la presenza dell’anomalia termica associata alla bocca effusiva, attiva alla base meridionale del Cratere di SE, sin dalle 08:30 UTC. A partire dalle 17:46 (UTC) si osserva un incremento nella frequenza di accadimento e dell’ampiezza degli eventi infrasonici che attualmente risultano localizzati essenzialmente al Cratere di SE. L’andamento temporale dell’ampiezza del tremore vulcanico, a partire dalle 17:30 (UTC) circa, evidenzia un ulteriore incremento che ha portato i valori su livelli alti. Il centroide delle sorgenti del tremore vulcanico è localizzato nell’area del Cratere di SE ad una elevazione compresa tra 2600 – 2700 m sul livello del mare. Le serie temporali delle stazioni tilt e GNSS non rivelano variazioni significative”.

Ore 00:55 (UTC) – “È in corso una fontana di lava al cratere di SE”.

Ore 01:54 (UTC)“A partire dalle 23:00 circa UTC del 31 marzo, l’attività stromboliana al Cratere di SE è gradualmente passata a fontana di lava. In base al modello previsionale, la nube di cenere, che ha raggiunto un’altezza di circa 7000 m s.l.m., si disperde in direzione SSO. Contestualmente, dalle ore 00:18 UTC del 01 aprile, si osserva un trabocco lavico dall’orlo orientale del Cratere di SE che si espande nella parte alta della Valle del Bove. Inoltre, prosegue l’attività effusiva dalla bocca attiva alla base meridionale del Cratere di SE. Tale bocca produce debole attività esplosiva e continua ad alimentare il flusso lavico di SSE che si riversa nel settore occidentale della Valle del Bove. Rispetto a quanto riportato in precedenza (Comunica Aggiornamento Etna n. 251), rimane invariata l’attività eruttiva agli altri crateri sommitali. L’andamento temporale dell’ampiezza del tremore vulcanico evidenzia un continuo
aumento dei valori che hanno raggiunto livelli molto alti. Il centroide delle sorgenti del tremore vulcanico è localizzato in corrispondenza del Cratere di SE ad una elevazione compresa tra 2500 e 2800 m sul livello del mare. L’attività infrasonica si portata a livelli molto alti, caratterizzati da eventi e tremore infrasonico localizzati al Cratere di SE. Una modesta variazione pari a circa 0.4 microradianti è visibile nelle serie temporali delle componenti X e Y del tilt della stazione di Cratere del Piano, mentre nessuna variazione significativa è presente nei dati della rete GNSS”.

Ore 07:42 (UTC) – “Al Cratere di SE è ancora in atto la fenomenologia riportata nel comunicato precedente (Comunicato Aggiornamento Etna n. 257). La nube eruttiva che ha superato i 9000 m
s.l.m., in base al modello previsionale si disperde in direzione SSO. Continua l’attività effusiva e in particolare: il trabocco lavico dall’orlo craterico orientale del Cratere di SE è ancora alimentato, si riversa nell’alta parte della Valle del Bove e il suo fronte si attesta a circa 2600 m s.l.m.; il flusso lavico di SE è anch’esso alimentato e si riversa nella parte occidentale della Valle del Bove con il fronte che ha raggiunto circa 2000 m s.l.m.; il flusso lavico che si espande in direzione SO è alimentato e il fronte sembra attestarsi ad una quota di circa 2600 m s.l.m.. Rimane invariata l’attività esplosiva agli altri crateri sommitali. L’andamento temporale dell’ampiezza media del tremore vulcanico ha evidenziato una continua crescita dei valori sino a circa le 06:00 (UTC) quando ha iniziato a mostrare una diminuzione significativa del gradiente di crescita che al momento delinea un andamento semi-stazionario su livelli molto alti. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico continua ad essere localizzata in corrispondenza del Cratere di SE ad una elevazione compresa tra 2400 e 2600 m sul livello del mare. L’attività infrasonica che risulta essenzialmente localizzata al Cratere di SE, ha mostrato un ulteriore incremento intorno alle ore 02:00 (UTC) in particolare è aumentata sia la frequenza di accadimento degli eventi che la loro ampiezza e subordinatamente, anche l’ampiezza del tremore infrasonico. La rete tiltmetrica mostra solo una modesta variazione di circa 1 microradiante alle due componenti della stazione di Cratere del Piano. Nessuna variazione significativa nelle serie temporali della rete GNSS“.

Ore 09:28 (UTC) – “Dalle 08:00 UTC circa la fontana di lava prodotta dal Cratere di SE è cessata, tuttavia permane un’intensa attività esplosiva che produce una nube vulcanica che raggiunge
circa 5500 m s.l.m.. In base al modello previsionale, la nube eruttiva prodotta dall’attività in corso si disperde in direzione S. In mattinata, è stata segnalata una leggera ricaduta di cenere sulla località di Milia e sul paese di Nicolosi. Rispetto al comunicato precedente (Comunicato Aggiornamento Etna n. 258), la quota dei fronti dei flussi lavici rimane pressoché invariata. Al momento sono in corso sopralluoghi in area sommitale da parte di personale INGV per il campionamento dei prodotti dell’attività eruttiva e l’osservazione dello sviluppo del campo lavico e dei fronti lavici attivi. A partire dalle ore 07:20 (UTC) circa si osserva una progressiva diminuzione dei valori di ampiezza media del tremore vulcanico che permangono su livelli elevati. Il centroide delle sorgenti del tremore vulcanico continua ad essere ubicato nell’area del Cratere di SE ad una elevazione compresa tra 2500 e 2700 m sul livello del mare. Anche l’attività infrasonica che rimane localizzata al Cratere di SE, a partire dalle 06:20 (UTC) mostra un continuo decremento dei valori della frequenza di accadimento e di ampiezza degli eventi, nonché una sostanziale diminuzione dell’ampiezza del tremore infrasonico. Nessuna variazione significativa rilevata dalle reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo GNSS e tilt rispetto a quanto già comunicato in precedenza“.

Ore 10:51 (UTC) – “A integrazione del comunicato precedente (Comunicato Aggiornamento Etna n.259), l’analisi delle immagine delle telecamere di sorveglianza hanno evidenziato lo sviluppo di
un secondo trabocco lavico dall’orlo orientale del Cratere di SE a partire dalle ore 08:40 UTC circa. Attualmente, il fronte del trabocco ha pressoché raggiunto la base orientale del Cratere di SE e si attesta alla quota di circa 2900 m s.l.m.“.

Ore 14:19 (UTC) – “A partire dalle 11:20 UTC circa, si osserva il decremento dell’attività esplosiva al Cratere di SE. A causa della copertura nuvolosa l’osservazione dell’attività in corso dalle telecamere di sorveglianza è molto limitata e discontinua, tuttavia i flussi lavici ed il primo trabocco lavico, che si sono messi in posto nella Valle del Bove, e il secondo trabocco, che ha raggiunto la base orientale del Cratere di SE, sembrano meno alimentati rispetto a quanto comunicato in precedenza. La copertura nuvolosa al momento non permette alcuna osservazione dei flussi lavici che si sono propagati a SO, S e SSE. Personale INGV in campo stamattina, conferma che il fronte del flusso lavico di SO si
attesta a circa 2600 m s.l.m. e che il fronte del flusso di SSE ha raggiunto anch’esso una quota di circa 2600 m s.l.m. al momento dell’osservazione. Inoltre, in mattinata e intorno alle 11:00 UTC, personale INGV riportava ricaduta di lapilli di circa 1 cm a Rifugio Sapienza e di uno strato sottile di cenere a Nicolosi e Catania. Continua la diminuzione dei valori di ampiezza media del Tremore Vulcanico che si sono portati su livelli medio alti con tendenza al decremento. Il centroide delle sorgenti del tremore vulcanico è localizzato in corrispondenza del Cratere di SE ad una elevazione
compresa tra 2500 e 2700 m. L’attività infrasonica è ulteriormente diminuita e si è riportata sui livelli che hanno
preceduto l’evento parossistico ed è attualmente localizzata nell’area del Cratere di NE“.

Ore 16:31 (UTC) – “A integrazione del comunicato precedente (Comunicato Aggiornamento Etna n. 261), a
partire dalle ore 13:50 UTC circa, il miglioramento delle condizioni meteo ha permesso di osservare, attraverso le telecamere di sorveglianza, che il flusso lavico di SSE ha raggiunto e oltrepassato l’orlo occidentale della Valle del Bove. Al momento, il fronte si attesta ad una quota di circa 2300 m s.l.m.. Inoltre, in area distale, il flusso lavico di SE
appare ancora alimentato con il fronte che si attesta intorno a quota 1900 m s.l.m., mentre i due trabocchi lavici, che si sono originati dall’orlo orientale del Cratere di SE, appaiono in raffreddamento. A causa della discontinua copertura nuvolosa, non è ancora possibile osservare dalle telecamere di sorveglianza lo stato del flusso lavico che si è propagato in direzione SO. Per quanto riguarda l’attività esplosiva al Cratere di SE, questa è significativamente
diminuita; permane invariata l’attività eruttiva agli altri crateri sommitali“.

AGGIORNAMENTO

“A causa dell’intensa attività eruttiva, lo spazio aereo è al momento inibito al traffico: nessun volo potrà quindi atterrare o decollare dall’aeroporto di Catania. Per info sui voli cancellati o dirottati si prega di rivolgersi alle compagnie aeree. Seguiranno aggiornamenti, in giornata, in caso la situazione dovesse cambiare“.

“Alle ore 15:25 in seguito alla fine dell’emergenza legata all’attività eruttiva lo spazio aereo è stato riaperto e l’aeroporto di Catania è tornato regolarmente operativo. Potrebbero comunque verificarsi ritardi sui voli in arrivo e in partenza. I passeggeri sono pregati di informarsi sullo stato del proprio volo con le compagnie”.

Fonte foto: INGV

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