Coronavirus, i chiarimenti di Conte sul nuovo decreto dopo il Consiglio dei Ministri

Conte

Il premier Giuseppe Conte dopo il Consiglio dei Ministri parla in conferenza stampa del nuovo decreto in arrivo. Il presidente del Consiglio si dice soddisfatto e orgoglioso della reazione degli italiani nel rispettare le indicazioni e le prescrizioni che il Governo ha fornito. Lo stesso Conte ha chiarito inoltre che lo stato di emergenza nazionale della durata astratta di sei mesi, fino a fine luglio 2020, non è coincidente con la durata effettiva dei provvedimenti presi dal Governo nella lotta al Coronavirus ma ha anzi ribadito l’auspicio di poter presto allentare le restrizioni decise nelle scorse settimane.

“Abbiamo previsto sanzioni amministrative differenti per chi non rispetta le normative vigenti: un aumento da 400 a 3000 euro. La sanzione è aumentata di un terzo, se il trasgressore è alla guida di un veicolo non c’è alcuna confisca del mezzo. Per i negozi che non rispettano il decreto è prevista la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio per una durata non superiore a 5 giorni”.

“Filiera alimentare e carburanti? Li garantiamo e la ministra De Micheli adotterà un’ordinanza che consentirà di regolamentare l’orario di apertura in modo da assicurare il rifornimento di carburante in tutta la Penisola. In questo momento dobbiamo presidiare i settori fondamentali di una macchina che sta già viaggiando a motori rallentati. I sindacati in protesta? Loro sanno che le porte di Palazzo Chigi e dei ministeri sono sempre aperte. Per me il metodo migliore è il confronto. Ma la possibilità di decisione spetta al governo. Non possiamo introdurre modalità di codecisione come nella concertazione degli anni 90. Tentiamo di sistemare le cose in modo che non ci siano scioperi di sorta. In questa fase il paese non se lo può permettere. La precettazione? Non credo ce ne sarà bisogno”.

“Esercito? Ben venga l’aiuto dei militari ma i cittadini non devono pensare che la tenuta dell’ordine pubblico sia affidata solo a una militarizzazione dei centri abitati, le forze dell’ordine stanno già agendo in modo molto efficace”.

“Lasciamo la possibilità alle Regioni di adottare, se è il caso per aggravamento della situazione, anche ulteriori misure restrittive. Ogni iniziativa governativa deve essere trasmessa alle Camere ed è previsto che il presidente del Consiglio vada a riferire periodicamente, ogni 15 giorni, sulle misure adottate per contenere la diffusione del Covid-19”.

“Spostamenti? Di particolare rilievo è il divieto per tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati dal comune in cui attualmente si trovano. Tali spostamenti rimangono consentiti solamente per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. La disposizione, anche tenendo conto delle esigenze recentemente emerse e che hanno condotto alcuni Presidenti di Regioni ad adottare apposite ordinanze, persegue la finalità di scongiurare spostamenti in ambito nazionale, eventualmente correlati alla sospensione delle attività produttive, che possano favorire la diffusione dell’epidemia”.

“Ritorno nel proprio domicilio? Resta in vigore nella parte in cui raccomanda l’effettuazione di spostamenti all’interno del medesimo comune solo se motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Si ritiene anche opportuno evidenziare che, proprio in ragione della ratio ad essa sottesa, la previsione introdotta dal nuovo D.P.C.M. appare destinata ad impedire gli spostamenti in comune diverso da quello in cui la persona si trova, se non sono caratterizzati dalle esigenze previste dalla norma stessa. Consentiti i movimenti effettuati per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute, che rivestano carattere di quotidianità o comunque siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere. Rientrano in questa casistica gli spostamenti per esigenze lavorative in mancanza, nel luogo di lavoro, di una dimora alternativa a quella abituale, o gli spostamenti per l’approvvigionamento di generi alimentari nel caso in cui il punto vendita più vicino e/o accessibile alla propria abitazione sia ubicato nel territorio di altro comune”.

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