Coronavirus, informativa di Conte: “Illegittime le iniziative meno restrittive degli enti locali”

Il premier Giuseppe Conte nel corso dell’informativa urgente alla Camera ha parlato delle misure decise dal Governo in vista della “Fase 2” dell’emergenza Coronavirus e dei provvedimenti economici.

“Non ci sarà un piano rimesso a iniziative improvvide di singoli enti locali ma basato su rilevazioni scientifiche. Iniziative che comportino misure meno restrittive non sono possibili, perché in contrasto con le norme
nazionali, quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti illegittime. Se nei prossimi giorni la curva dei contagi non dovesse crescere allenteremo ulteriormente le misure assicurando l’apertura in sicurezza del commercio al dettaglio, della ristorazione, dei servizi alla persona. Se dovesse crescere dovremo invece essere pronti a misure tempestive, anche restrittive, che potranno essere mirate su specifici territori. Non possiamo permettere che gli sforzi compiuti risultino vani per imprudenze compiute in questa fase così delicata. Qualsiasi atteggiamento ondivago, come passare dalla politica del chiudiamo tutto al riapriamo tutto, rischierebbe di compromettere in maniera irreversibile questi sforzi. Questo piano persegue l’interesse generale anche con misure impopolari: non è un programma elettorale destinato a raccogliere il consenso. Dal primo giorno abbiamo avuto ben chiaro la tutela della salute. Lo dico in maniera chiara, a costo di apparire impopolare il Governo non può assicurare in modo immediato il ritorno alla normalità. Le scelte del Governo frutto del confronto con il Comitato tecnico-scientifico. Il Governo ha sempre compreso la gravità del momento e proprio per questo non ha mai inteso procedere per via estemporanea, improvvisata: c’è stato accurato bilanciamento di tutti gli interessi e i valori coinvolti, buona parte dei quali di rango costituzionale. Le misure prese fin qui tengono conto di tutti gli interessi e sono frutto di una interlocuzione con tutti i membri del Governo, i capi delegazione di maggioranza, le parti sociali e i rappresentanti degli enti territoriali riuniti più volte in una cambia di regia. Occorrerà valutare la possibile riapertura, in modalità sperimentale, di nidi e scuole dell’infanzia oltre ai centri estivi e ad altre attività ludiche ed educative destinate a nostri bambini. Non possiamo ignorare che per molti bambini il pasto nelle mense scolastiche è, di norma, il più completo della giornata; oppure, ancora, che in molte famiglie mancano strumenti informatici adeguati per consentire ai figli di poter continuare a studiare anche a distanza, particolarmente in alcune aree del Paese. Al contempo, se le mura domestiche sono per molti ragazzi un luogo di amore e conforto, per altri esse possono peggiorare situazioni già a rischio, rispetto alle quali la frequenza scolastica è un potente presidio di inclusione. Occuparsi di famiglie e minori, facendo in modo che nessuno resti indietro, significa occuparsi del futuro della nostra Patria. Sarà cruciale, infine, preparare e sostenere progetti territoriali da attivare nella “Fase 2″ dell’emergenza, per tutelare il diritto al gioco e all’attività motoria dei minori, senza compromettere le norme di distanziamento sociale che dovranno essere mantenute anche dopo la riapertura delle attività produttive e commerciali e l’allentamento delle restrizioni agli spostamenti. In particolare, condivido l’urgenza di ripensare gli spazi educativi in forma dilatata, anche tramite una nuova progettazione degli ambiti urbani e l’utilizzo, laddove possibile, degli spazi di prossimità”.

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