Sicilia, presidente Musumeci: “Mascherine? Non escludo sanzioni per chi non le usa”

medicinali; Musumeci; Sala

Il governatore della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha parlato della nuova ordinanza nel corso della trasmissione Omnibus in onda su La7.

“Per ora non abbiamo posto alcuna sanzione per chi gira senza mascherina, ma ho visto tante persone che girano senza e non escludo nei prossimi giorni di prevedere sanzioni – dice il presidente siculo -. Decisione del governatore campano De Luca? Ha voluto dare clamore a uno dei temi maggiormente dibattuti in questi giorni, questa sorta di braccio di ferro tra Roma e le regioni. Noi abbiamo chiesto autonomia e questo vuol dire soprattutto responsabilità, significa capacità di assumere l’onere delle conseguenze, sia positive sia negative. Il governo su questa tesi ha tergiversato, ha perso tempo e abbiamo passato una notte insonne nel confronto con Roma, ma alla fine le linee guida che noi regioni avevamo proposto al presidente del Consiglio sono diventate materia del premier. A parte un po’ di teatralità la verità è che l’Italia non è un territorio omogeneo, anche dal punto di vista del dato epidemiologico e questo è sotto gli occhi di tutti. Il mezzogiorno se l’è passata meglio. La riapertura rappresenta una molla psicologica, qui siamo al deserto dell’economia, ognuno spera di poter guardare avanti con un minimo di prospettiva. Davanti abbiamo due domande: quanti posti di lavoro perdiamo? Quante vite umane perdiamo? Sono due facce della stessa medaglia e nessuno può dare una risposta certa, perché non abbiamo esperienza, non abbiamo parametri con i quali rapportarci. Credo sarà necessario rapportarci con il dato epidemiologico e se dovesse subire variazioni si dovrà intervenire subito, senza aspettare Roma, ma oggi in Sicilia respiro un’aria nuova, è tornato il sorriso in bocca. Leggo un tentativo di neocentralismo romano da parte del governo, che si sta manifestando in maniera larvata ma c’è. Le regioni hanno diritto di avere autonomia, nel contesto di norme nazionali arrivate all’ultimo momento, perché le regioni conoscono più di tutti le realtà del territorio. Abbiamo impiegato cinque giorni di confronto con il governo per arrivare a queste linee guida. Abbiamo cominciato martedì il confronto, con quotidiane riunioni in videoconferenza e quando Conte ha detto che eravamo divisi dopo tre ore abbiamo dimostrato che non era vero e abbiamo presentato le linee guida sottoscritte da tutti. A quel punto il governo si è diviso tra chi voleva ascoltare le regioni e dare loro autonomia e chi si è iscritto al partito del comitato tecnico-scientifico e dell’Inail, quindi alle misure di massima ristrettezza e per certi versi provvedimenti illogici. La politica deve assumersi la responsabilità di decidere, dopo aver ascoltato i consulenti ma non è lo scienziato che può definire una norma, questo purtroppo è accaduto ed è una manifestazione evidente della mancanza di fiducia nelle regioni. È chiaro che noi governatori siamo i primi a dover mantenere l’equilibrio, visto che viviamo di consenso e il consenso si ottiene se determiniamo il controllo del contagio e della ripartenza – chiosa Musumeci -. Questo a Roma non lo hanno capito tutti”.

Condividi

Articoli Correlati

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.