Trapani, nota dei commerciati: “Consegneremo le chiavi delle nostre attività, noi ci siamo”

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I lavoratori stanno vivendo un momento complesso a causa dell’emergenza sanitaria che li ha costretti a fermarsi. A tal proposito, i commercianti trapanesi hanno diffuso una nota ribadendo che consegneranno le chiavi delle loro attività affidandole al governo centrale per ricordare all’esecutivo che sono presenti. Ecco le parole degli imprenditori che si sentono abbandonati e sono ormai esasperati dalle condizioni attuali:

I commercianti si uniscono schierandosi insieme a difesa delle loro attività e delle loro famiglie! L’Associazione Trapani Centro si allarga ed apre le porte a tutti gli imprenditori che come noi oggi scelgono di alzarsi in piedi e parlare! Sono quasi 2 mesi ormai che le porte delle nostre attività restano chiuse, i portafogli si svuotano e la tensione sale. Molti di noi hanno fatto non pochi sacrifici per arrivare dove sono oggi e la gestione di questa terribile emergenza da parte degli organi di governo ci lascia sospesi in un limbo di incertezze. Abbiamo aspettato fiduciosi che fossero prese misure appropriate, provvedimenti capaci di dare a tutti noi la forza e la speranza di un futuro per le nostre famiglie e per le nostre attività, ma queste misure tardano ad arrivare e noi ci ritroviamo, ogni giorno che passa, a dover fronteggiare le spese di gestione, quelle che la notte ormai ci tengono svegli perché non possono essere sostenute senza alcun guadagno. Questo lungo periodo di stasi ha intaccato notevolmente le risorse economiche di tutti noi. Chi più, chi meno si è ritrovato in grande difficoltà e costretto ad attingere a quei pochi risparmi accantonati con grandi sacrifici. Affitti arretrati: come possiamo pagare l’affitto di un locale commerciale che è stato impossibilitato a produrre? Bollette: come possiamo pagare i costi di un servizio di cui non abbiamo usufruito? Clientela: come possiamo tornare alla normale produttività delle nostre attività con un sistema turistico totalmente bloccato? Distanziamento sociale: come possiamo tornare ad avere un corretto bilanciamento tra spese ed entrate dovendo rispettare il distanziamento sociale? In televisione si vedono tanti servizi sul modo di affrontare l’emergenza nella fase di riapertura per gli operatori del turismo e di tutto l’indotto. Purtroppo vengono intervistati soltanto i gestori di alberghi con centinaia di camere e saloni a disposizione. O ristoranti con centinaia di posti a sedere che, in ogni caso potranno lavorare limitando il numero dei clienti. Ma le piccole realtà, e sono la maggior parte, non possono essere in condizione di fornire un servizio che sia sicuro per tutti. Per chiarire meglio riporto un facile esempio in riferimento alla categoria Bar e Pub: In media un locale commerciale situato nel centro storico di Trapani ha una quadratura pari a circa 30/40 mq. Ovviamente togliendo lo spazio necessario al posizionamento di attrezzature ed arredi, l’area a disposizione si riduce drasticamente. Quante persone possiamo far entrare per volta? Una? Forse due? I costi del suolo pubblico non sono mica bazzecole e gli spazi, in molti casi, non hanno una grande ampiezza. Rispettare il distanziamento sociale significa un enorme calo della produttività di quell’area, ma il costo previsto per l’utilizzo della stessa resta ad oggi invariato. Non abbiamo ancora considerato l’eventualità che il Governo imponga l’uso di mascherine, guanti, sanificazione dei locali con prodotti specifici e l’installazione di colonnine per la disinfezione delle mani della clientela. Tutto questo avrà chiaramente un costo. Come sostenere tutte queste spese aggiuntive? Come potranno i proprietari di attività commerciali in difficoltà, acquistare una o due mascherine al giorno per loro e per gli eventuali dipendenti? Una mascherina per mantenere gli standard di qualità ha un’autonomia di 8 ore a seconda del modello ed i costi di tali presidi sanitari sono incredibilmente alti. Queste sono solo alcune delle motivazioni che ci spingono ad aderire all’iniziativa “Risorgiamo Italia”. La sera del 28 aprile riapriremo le porte delle nostre attività e le faremo rivivere accendendo tutte le luci. Il giorno dopo, alle ore 11,00 una piccola delegazione si recherà presso il Comune di Trapani e successivamente in Prefettura per consegnare tutte le chiavi delle nostre attività affinché queste vengano portate direttamente sul tavolo del governo, così da ricordare che noi ci siamo, siamo in tanti e non abbiamo intenzione di arrenderci perché questa volta la posta in gioco è troppo alta. In conclusione ci rivolgiamo a tutti i nostri amministratori partendo dai consiglieri comunali, continuando con gli assessori e terminando con il nostro Sindaco Giacomo Tranchida. Mai come adesso abbiamo avuto bisogno del vostro sostegno, speriamo che tutti voi scegliate di schierarvi dalla parte dei lavoratori, facendo tutto ciò che è in vostro potere per aiutarci.

Marina Biondo

Presidente

Ass. Commercianti Trapani Centro

Trapani oggi 26 Aprile 2020

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