Blue economy in Sicilia supera la media nazionale nel 2024

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L’economia del mare ha generato nel 2024 un valore aggiunto di 7,2 miliardi di euro in Sicilia, pari al 7 % dell’intera economia regionale, contro il 4 % registrato a livello nazionale. I dati, contenuti nel rapporto “Focus regionale – L’economia del mare in Sicilia” del Centro studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, Unioncamere e OsserMare, sono stati presentati al Salone nautico Seacily di Castellammare del Golfo (Trapani) fino a domenica.

Il valore aggiunto è cresciuto del 14,1 % rispetto al 2023, quasi quattro volte il tasso nazionale del 3,8 %, mentre l’occupazione nel settore ha raggiunto 122.800 unità, con un incremento del 16,4 % rispetto all’anno precedente, ben al di sopra del +4,2 % nazionale. La blue economy rappresenta il 7,4 % dell’occupazione regionale, contro il 4,3 % dell’Italia intera.

Il comparto si concentra soprattutto nella movimentazione di merci e passeggeri via mare (2,63 miliardi di euro, 36,7 % del valore aggiunto) e nei servizi di alloggio e ristorazione (2,6 miliardi di euro, 36,3 %). Altri settori rilevanti sono la ricerca e tutela ambientale, la cantieristica, le attività sportive, la filiera ittica e le estrazioni marine, che complessivamente generano circa il 73 % del valore aggiunto della blue economy siciliana. Palermo, Catania, Messina e Trapani sono i principali poli imprenditoriali, con 7.666, 5.511, 5.465 e 4.583 imprese rispettivamente. L’export della blue economy ha raggiunto 564,9 milioni di euro nel 2025, trainato dalla cantieristica con 474,5 milioni di euro di vendite all’estero.

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