Michele Fini ad A1N: “Il goal al Taranto da brividi, a Catania esperienza indimenticabile”

Fini

La redazione di Antenna Uno Notizie ha intervistato Michele Fini, ex giocatore del Calcio Catania, tra i protagonisti delle promozione in Serie B nel 2002, ed attuale vice allenatore del Brescia, al fianco di Diego Lopez. Una lunga intervista che ci ha permesso di conoscere più da vicino la delicata situazione vissuta dalla città lombarda a causa dell’emergenza Coronavirus, ma anche di analizzare la realtà calcistica delle “Rondinelle”. Immancabile, poi, un toccante momento amarcord sul Catania, ma anche tante riflessioni sul presente e sul futuro della compagine rossazurra.

 

L’appello di Fini: “Restate a casa”

“Stiamo vivendo un  momento particolare, che nessuno si aspettava. Io mi trovo qui a Brescia, bloccato dalle giuste misure restrittive stabilite dal governo, per bloccare il diffondersi della pandemia. Io non mi muovo da casa da due settimane, quindi l’invito che faccio, soprattutto visto che la situazione al Centrosud potrebbe aggravarsi, è quello di rimanere a casa. E’ questo l’unico modo che abbiamo per poter tornare, quanto prima, alla normalità”.

“Abbiamo accettato con onore la proposta del presidente Cellino, perché ci ha dato l’opportunità di essere nuovamente protagonisti nel calcio italiano, dopo l’esperienza al Peñarol. La missione salvezza era difficile quando si stava giocando, ovviamente adesso è davvero difficile parlare di calcio con tutto quello che sta succedendo. Credo che riprendere a giocare, in questo momento, sia impensabile, alla luce di quello che succede e vediamo quotidianamente sui TG. Stando a casa non ti rendi conto della situazione, nonostante Brescia sia insieme a Bergamo una delle città più colpite da questa pandemia. Poi, però, la televisione informa su quanto sta avvenendo, quindi diventa davvero difficil e parlare di calcio, però proviamo a farlo. La nostra è una situazione complicata, parla la classifica. Mancano, però, dodici partite e ci sono tanti punti in palio, quindi la salvezza potrebbe essere raggiungibile. Certo, in questo momento non ci sto pensando, penso alla mia famiglia che è a casa e sta vivendo la stessa situazione che vivo io qua. Tonali? Non lo scopro io, commenta Fini, l’ho vissuto in questo mese e mezzo. Si vede che ha delle incredibili doti naturali, che sicuramente potrà migliorare col tempo. E’ un ragazzo giovane, ed ha quindi tanto margine davanti a lui, un margine che è già alto in questo momento, figuriamoci tra qualche anno, quando avrà acquisito maggiore esperienza”.

 

La ripresa dei campionati

“Credo che la possibilità di chiuderli regolarmente sia remota, anche perchè non abbiamo ancora date certe. Oggi è impossibile programmare un futuro rispetto al campionato con tante giornate che mancano al termine. Magari si opterà per la disputa di play-off e play-out, o per il congelamento della classifica e l’assegnazione di titoli, promozioni e retrocessioni. Non è escluso che si possa annullare tutto, considerandolo come un campionato nullo. Chi di competenza ci sta già lavorando, ma è difficile anche per loro. Probabilmente hanno già elaborato qualche proposta, ma non possono essere rese pubbliche perché non si sa quando questa emergenza finirà e come si evolverà. Certo, prima o poi, bisognerà anche prendere una decisione definitiva, anche perchè non si può protrarre troppo l’attesa. Non si può, precisa Fini, annunciare il da farsi poco prima della possibile ripresa, perchè bisognerà preparare nuovamente le squadra e potrebbe diventare un campionato falsato per tutti”.

 

Il Catania tra presente e futuro

“Sicuramente i rossazzurri, da un punto di vista societario, stanno attraversando un momento particolare, lo sanno tutti. Auguro ai tifosi e al Catania di trovare, finalmente, una società che ne possa portare in alto i colori, facendolo in maniera dignitosa come la squadra e la piazza meritano. Per quanto riguarda il campo ho visto che, nelle ultime sette partite, non ha mai perso ed ha rimesso in piedi un campionato che si era complicato. Credo che Lucarelli non abbia bisogno di presentazioni o di un mio parere, è sotto gli occhi di tutti che sia un allenatore di carattere. In più conosce la piazza ed è abitutato, per la sua esperienza, ad affrontare situazioni difficili come quelle che si sono presentate a Catania e lo ha dimostrato con la costanza nel lavoro, che porta esempre ad ottenere risultati. Quanto ottenuto nelle ultime gare è il frutto di questo lavoro costante.

La cordata con il mio ex mister Pellegrino? Non lo sento da qualche anno, ma ho sicuramente avuto un ottimo rapporto con lui. Sono contento che uno come Maurizio faccia parte di questo gruppo che vuole rilevare il Catania, perché lui ci tiene a questi colori. E’ un rossazzurro DOC ed ha quella passione che, secondo me, in simili vicissitudini societarie influisce molto. Per quanto mi riguarda, conclude Fini è sicuramente  una delle persone giuste”

 

Amarcord rossazzurro

“La doppia finale con il Taranto ed il mio goal al Massimino? E’ un ricordo indelebile, un qualcosa impossibile da cancellare. Ci penso continuamente, ogni tanto riguardo la rete perchè, come spesso succede, quando smetti di giocare vivi di ricordi. Mi fa piacere, mi emoziona rivivere quei momenti, mi vengono i brividi e ripercorro le sensazioni di quel giorno. L’esplosione del Cibali, dopo quel goal, rimane una delle immagini e dei momenti più importanti della mia carriera, perchè lì è stata un’apoteosi, sia per l’importanza della rete che per la gente che è impazzita sulle tribune. A parte questo, a Catania, ho vissuto tre anni intensi, importanti. Dal punto di vista professionale mi hanno formato tantissimo, mi hanno aiutato a crescere. Non ci sono stati sempre momenti belli, perchè abbiamo vissuto anche momenti particolari e difficili, contestazioni dure. Ho sempre detto che, aggiunge Fini, dal punto di vista professionale un calciatore deve fare un’esperienza tanto importante, perché capisci davvero cosa significa essere calciatore a 360 gradi: sia nelle fasi belle che in quelle meno belle. La città di Catania, questa cosa, te la fa percepire molto. Sono strafelice di aver vissuto questa esperienza.

Il Catania di oggi può fare un’impresa come la nostra? I play-off sono certamente un terno al lotto, sono finali una dietro l’altra. E’ importante arrivarci, dal punto di vista psicolpogico, nel migliore dei modi. Sicuramente, prima dello stop, il Catania era sulla strada giusta, perchè stava arrivando con un percorso positivo che l’ha rafforzata in chiave spareggi, senza contare che mancavano ancora diverse partite, quindi la situazione non poteva che migliorare. In questo momento, però, è inutile parlare di questo visto che non si sa cosa succederà. Speriamo che questo caos globale si risolva al più presto e chi si ritorni alla vita normale, anche se la vedo difficile al momento”.

 

Futuro? Mai dire mai…

“C’è mai stata la possibilità di tornare a Catania? E’ capitato una volta, qualche anno fa, che Diego (Lopez, ndr) avesse avuto una proposta, e c’era stata la possibilità di tornare come allenatore in seconda, ma poi non andò a buon fine. Mi piacerebbe farlo in futuro? Sicuramente si, in qualsiasi veste, perchè conosco la città, conosco l’ambiente e so cosa significa entrare a far parte del mondo Catania, non solo come calciatore, ma anche come dirigente. So quali sono le responsabilità che potrebbe comportare un ruolo nel Catania. Mai dire mai, nel calcio non puoi mai programmare il futuro perché ti sorprende continuamente. Ad esempio non mi sarei mai immaginato di allenare in Sud America, invece sono stato un anno e mezzo al Peñarol. Un’esperienza incredibile, in una piazza che, per la passione e l’amore dei tifosi, mi ha ricordato Catania… Quindi mi sentivo un po’ più a casa, perchè alcune sensazioni le avevo vissute da giocatore e mi faceva piacere rivivere quel tipo di clima e di ambiente”.

 

Ringraziamo Michele Fini e l’Ufficio Stampa del Brescia Calcio per averci permesso di realizzare questa intervista.

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